Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Opere in repertorio
L'autore
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
Johann Sebastian Bach (Eisenach, 21 marzo 1685 – Lipsia, 28 luglio
1750) è stato un compositore, organista, violinista, clavicembalista e
maestro di coro tedesco del periodo barocco, di fede protestante,
universalmente considerato uno dei più grandi geni della musica di tutti
i tempi.
Bach era soprannominato "l'architetto dei suoni". Le sue opere sono
notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed
espressivi, bellezza artistica.
Bach, esponente della famiglia di musicisti tedeschi più nota ai suoi
tempi (il cognome "Bach" era addirittura usato come sinonimo di
"musicista di corte"), operò una sintesi mirabile fra lo stile tedesco (di
cui erano stati esponenti, tra gli altri, Pachelbel e Buxtehude), e le
opere dei compositori italiani (particolarmente Vivaldi), dei quali
trascrisse numerosi brani, assimilandone soprattutto lo stile
concertante. La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle svariate
tendenze compositive della sua epoca: il grado di complessità
strutturale, la difficoltà tecnica e l'esclusione del genere melodrammatico resero tuttavia la sua opera
appannaggio solo dei musicisti più dotati, e ne limitarono la diffusione su larga scala, in paragone alla
popolarità raggiunta da altri musicisti contemporanei come Telemann o Händel.
Dopo la sua morte, la sua opera rimase nella semioscurità per molti decenni, e, solo nel 1829, l'esecuzione
della Passione secondo Matteo, diretta a Berlino da Felix Mendelssohn, riportò alla luce la grandiosità
dell'opera compositiva di Bach, che è da allora considerata il compendio della musica contrappuntistica del
periodo barocco.
Anni della formazione
Johann Sebastian Bach nacque a Eisenach, in
Germania, nel 1685. Suo padre, Johann Ambrosius
Bach, figlio di Christoph Bach, ricopriva in quella
città la carica di musicista di corte, ruolo che
comportava l'organizzazione della musica a
carattere profano nella città, ma anche la
supervisione dell'attività musicale nella chiesa
locale, inclusa la direzione dell'organista di chiesa.
Bach discendeva da una famiglia di musicisti
professionisti che andavano dall'organista di chiesa,
al musicista da camera nelle corti, includendo
anche compositori: egli li superò tutti. Era del tutto
normale per quel tempo che i figli assistessero al
lavoro dei loro padri, cercando di impararne l'arte.
Probabilmente anche J. S. Bach iniziò ripetendo la
musica ascoltata in tenerissima età con gli
strumenti che può suonare un preadolescente.
L'albero genealogico della famiglia fu compilato
per la prima volta dallo stesso Bach, che ne faceva
risalire le origini a Veit (Viddus) Bach, mugnaio
proveniente dall'Ungheria e appassionato suonatore
di cetra, vissuto nella seconda metà del XVI secolo.
Alla fine, si conteranno ben sette generazioni di
musicisti, un record ancor oggi insuperato per una
famiglia.
La madre di Bach, Elisabeth Lämmerhirt, morì
molto presto e suo padre la seguì quando J.S. Bach
era un ragazzo di soli 9 anni. J.S. Bach dovette
trasferirsi presso il fratello maggiore Johann
Christoph Bach organista a Ohrdruf in Germania.
Durante la permanenza nella casa di suo fratello,
J.S. Bach continuò a copiare, studiare, e suonare
musica.
Fu a Ohrdruf che Bach iniziò ad imparare i principi
del funzionamento dell'organo. Nel periodo degli
studi, la sua curiosità lo spinse a contattare i grandi
organisti della Germania come Georg Böhm,
Dietrich Buxtehude e Johann Adam Reinken;
nonostante i lunghi viaggi a volte necessari, andò
spesso a sentirli suonare. Fu influenzato anche dalle
opere di Nicholas Bruhns. Bach completò la scuola
Latina quando aveva 18 anni, carriera già questa
impressionante per quel tempo, considerando ad
esempio che egli era il primo nella sua famiglia a
terminare le scuole. Bach trovò posto come
organista a Arnstadt nel 1703. Questo incarico non
lo soddisfece — apparentemente si sentiva
sacrificato nella piccola città — e presto cominciò
a cercare altrove la sua fortuna. Grazie al suo
virtuosismo, gli fu offerto presto un posto di
organista più redditizio a Muhlhausen. Le prime
composizioni pervenuteci risalgono appunto a
questo periodo (compresa, secondo alcuni studiosi,
la sua famosa Toccata e fuga in Re minore) ma,
forse a causa dell'immaturità generale di questa
"prima" produzione, gran parte delle composizioni
di quegli anni non sono state tramandate.
Vita professionale
Non ancora soddisfatto dell'incarico di organista
nella cittadina di Muhlhausen, nel 1708, Bach
ottenne il ruolo di organista di corte e maestro di
concerto presso la corte ducale a Weimar. Qui
ebbe modo non solo di suonare l'organo, ma anche
di comporre musica per organo e suonare un
repertorio più vario di musica da concerto in
collaborazione con gli altri strumentisti della corte
ducale. Affezionato alla musica contrappuntistica,
Bach compose la maggior parte del suo vasto
repertorio di fughe nel periodo di Weimar, dove
godeva dell'amicizia e della protezione del principe
Johann Ernst, buon compositore. Probabilmente
l'esempio più noto è costituito dal Clavicembalo
ben temperato, che include 48 preludi e fughe, due
per ciascuna scala maggiore e minore, un lavoro
monumentale non solo per l'uso magistrale del
contrappunto, ma anche per l'aver esplorato, per la
prima volta, l'intera gamma tonale, la moltitudine delle scale, degli intervalli, delle tonalità. Ciò era stato reso
possibile per gli strumenti con tastiera, dall'accordatura con il sistema temperato di Andreas Werckmeister e
dalla moltitudine di modi espressivi che le piccole differenze tra i vari intervalli dettati dal nuovo
temperamento rendevano possibili. Durante il soggiorno a Weimar, Bach iniziò a lavorare sull'Orgelbüchlein
per Wilhelm Friedemann. Il "libretto" della musica organistica doveva contenere musica tradizionale con
inni della chiesa luterana: lo scopo principale doveva essere quello di istruire gli studenti di organistica. In
realtà il lavoro, seppure incompleto svolge due grandi temi nell'opera di Bach. In primo luogo mostra il
talento per la didattica, e in secondo luogo il suo amore per la tradizione corale sia come formula in sé, sia
come sorgente d'ispirazione. La sua dedizione per la didattica è stata senz'altro notevole: non vi fu
praticamente nessun periodo in cui non avesse studenti ed apprendisti a tempo pieno con sé, a volte persino
studenti privati andavano a studiare a casa di Bach. Tra questi, anche notabili come Johann Friedrich
Agricola. Ancora oggi gli studenti di tutti o quasi gli strumenti musicali incontrano le opere di Bach molto
presto nei loro studi e spesso rivisitano con maggiore attenzione quelle tecnicamente più impegnative
durante tutta la loro carriera.
Non appena iniziò a percepire le tensioni via via crescenti all'interno
della corte ducale di Weimar, Bach iniziò di nuovo a cercare un lavoro
più stabile, compatibile con i suoi interessi musicali. In seguito al brusco
deteriorarsi dei rapporti col Duca, Wilhelm Ernst, che lo fece addirittura
imprigionare per qualche giorno, nel dicembre del 1717, Bach si trasferì
alla corte del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen, dove prese servizio
come maestro di cappella, o piuttosto, direttore di musica da camera. Se
è pur vero che il principe Leopold, lui stesso musicista e grande
estimatore del talento di Bach lo pagava bene e gli garantiva una
considerevole tolleranza su ciò che componeva o suonava per lui, egli era
calvinista ed i severi principi di questa religione rifiutavano la musica
liturgica eccessivamente elaborata: per questo motivo la maggior parte
delle opere di Bach in questo periodo fu di natura secolare. I Concerti
brandeburghesi, così come molta altra musica strumentale (tra cui le
suites), per violoncello solo, le sonate e le partite per violino solo, e le
suite per orchestra sono frutto di questo periodo.
Nel 1723, J. S. Bach venne nominato Kantor (cantore) e direttore musicale della chiesa di San Thomas a
Lipsia. Tale incarico richiedeva non solo che egli insegnasse a cantare agli studenti della scuola di canto, ma
che fornisse anche settimanalmente musica per le due chiese principali di Lipsia. Andando ben oltre le
richieste, Bach si sforzò di comporre un nuovo pezzo di musica da chiesa, una cantata, ogni settimana.
Questa programmazione del lavoro, che tutto sommato era sostenibile dal momento che in pratica consisteva
nello scrivere un'ora di musica ogni settimana, pur se in aggiunta ai più ordinari compiti della scuola, si rivelò
per Bach talmente stimolante da indurlo a produrre musica realmente sublime, che è stata conservata per la
maggior parte. Molte delle cantate di questo periodo sono ispirate alle letture bibliche domenicali della
settimana secondo il calendario liturgico evangelico e utilizzando gli inni di Chiesa tradizionali come
ispirazione per la composizione, come in Wachet auf! Ruft uns die Stimme e )un komm, der Heiden
Heiland.
Per i giorni delle solennità festive, quali il Natale, Venerdì Santo e Pasqua, Bach scrisse cantate e oratori di
particolare bellezza, come ad esempio il Magnificat per il Natale, o di notevole complessità come la Passione
secondo Matteo per il venerdì Santo. Il compositore stesso considerava la monumentale Passione secondo
Matteo tra le sue opere migliori; nella sua corrispondenza, si riferiva a quest'opera come alla sua "grande
Passione" e ne preparò con attenzione un manoscritto autografo che richiedeva per la sua rappresentazione
la partecipazione di tutti i musicisti disponibili nella città. La rappresentazione bachiana dell'essenza e del
messaggio della cristianità nella sua musica religiosa è così potente, accurata e bella, che in Germania il suo
autore a volte viene considerato come un Quinto Evangelista, e nel calendario liturgico luterano Bach è
commemorato nel giorno della sua morte, il 28 luglio.
Bach-Werke-Verzeichnis
Il catalogo delle opere di Bach, noto come Bach-Werke-Verzeichnis (BWV), è stato redatto nel 1950 dal
musicologo Wolfgang Schmieder. Tale catalogo comprende sia i lavori certamente scritti dal compositore, sia
quelli che gli sono stati attribuiti nel corso del tempo (dei quali solo in parte è stato possibile identificare
l'autore); la numerazione procede non per ordine cronologico, ma seguendo un criterio di classificazione
basato sugli strumenti impiegati e sulla forma delle varie opere (cantata, corale, oratorio,...)